Hai perso il lavoro? La NASpI spiegata passo dopo passo
Domanda NASpI: requisiti, scadenze e obblighi.
Il contratto è finito o sei stato licenziato, e la prima domanda è semplice: avrò un sostegno mentre cerco un nuovo lavoro? Per molti lavoratori dipendenti la risposta è la NASpI.
Muoversi in fretta conta, perché la domanda ha una scadenza precisa: un ritardo può spostare l’inizio dei pagamenti o, oltre il termine, farti perdere il diritto.
Questa guida indipendente spiega chi può chiederla, come presentare la domanda all’INPS, quali obblighi rispettare e come cercare lavoro nel frattempo. Per i casi particolari fa fede l’INPS.
Che cos’è la NASpI e a chi spetta
La NASpI è l’indennità mensile di disoccupazione pagata dall’INPS ai lavoratori dipendenti che hanno perso il lavoro senza averlo scelto.
La domanda pratica è: il mio caso rientra? Di solito sì in caso di licenziamento, anche disciplinare, e di scadenza di un contratto a tempo determinato non rinnovato.
Spetta anche a chi si dimette per giusta causa, per esempio per stipendi non pagati, e in alcuni casi di risoluzione consensuale previsti dalla legge.
Di regola non spetta a chi si dimette volontariamente senza giusta causa. Ci sono eccezioni, come le dimissioni nel periodo tutelato per maternità o paternità.
Possono chiederla anche apprendisti, soci lavoratori di cooperative con rapporto subordinato e personale artistico dipendente. Sono esclusi, tra gli altri, i dipendenti pubblici a tempo indeterminato.
Gli operai agricoli hanno una tutela diversa, la disoccupazione agricola, mentre per i collaboratori esiste la DIS-COLL. Anche qui conviene verificare sul sito dell’INPS.
Requisiti, le domande da farti prima
Prima di compilare la domanda chiediti tre cose: sono disoccupato, ho perso il lavoro in modo involontario, ho abbastanza contributi? Se la risposta è sì, puoi procedere.
Lo stato di disoccupazione significa essere senza lavoro e dichiararsi disponibile a cercarne uno nuovo e a partecipare alle attività del Centro per l’impiego.
Il requisito contributivo chiede almeno tredici settimane di contributi nei quattro anni precedenti la fine del rapporto. Contano i periodi di lavoro dipendente regolare.
Perché è importante? Da quelle settimane dipende anche quanto a lungo riceverai l’indennità.
Puoi controllarle nell’estratto conto contributivo, nell’area personale del sito INPS.
Se negli ultimi mesi hai lasciato volontariamente un altro lavoro, le regole possono essere più rigide. In questo caso è utile un controllo con un patronato prima della domanda.
Come presentare la domanda all’INPS
La domanda si presenta solo per via telematica. Hai tre strade: da solo sul sito dell’INPS, tramite un patronato oppure con il Contact Center dell’istituto.
Passo 1: accedi all’area personale del sito INPS con SPID, Carta d’identità elettronica o Carta nazionale dei servizi e cerca il servizio dedicato alla NASpI.
Passo 2: compila i dati sul rapporto di lavoro concluso e indica l’IBAN di un conto o libretto intestato a te, dove riceverai i pagamenti.
Passo 3: conferma la dichiarazione di disponibilità al lavoro, invia la domanda e salva la ricevuta con il numero di protocollo.
La scadenza da ricordare è questa: la domanda va presentata entro sessantotto giorni dalla fine del rapporto. Oltre quel termine il diritto si perde.
Presentarla presto conviene: se la invii nei primi otto giorni, l’indennità decorre dall’ottavo giorno dopo la cessazione, altrimenti dal giorno successivo alla domanda.
Se non hai dimestichezza con i servizi online, il patronato compila la domanda insieme a te e ti spiega ogni campo: è la scelta più tranquilla se hai dubbi.
L’assistenza del patronato per questa pratica è gratuita. Diffida di chi chiede soldi per presentare la domanda al posto tuo o per farla accettare più in fretta.
Tieni pronti lettera di licenziamento o contratto scaduto, ultime buste paga e documento d’identità: ti serviranno per compilare i dati senza errori.
Quanto ricevi e per quanto tempo
La domanda che tutti si fanno è: quanto prenderò? L’importo si calcola sulla retribuzione media degli ultimi anni ed è soggetto a un tetto massimo aggiornato dall’INPS.
Dopo alcuni mesi l’importo si riduce gradualmente. Per questo è meglio non considerarlo una cifra fissa e programmare le spese tenendo conto della riduzione.
Per quanto tempo? L’indennità spetta per un numero di settimane pari alla metà di quelle contribuite negli ultimi quattro anni, entro un limite massimo fissato dalla legge.
Se negli ultimi anni hai avuto più rapporti di lavoro, il calcolo considera tutti i periodi contributivi validi.
L’estratto conto INPS ti aiuta a capire su quali basi verrà fatto.
I pagamenti arrivano ogni mese sul conto indicato. Puoi seguire lo stato della domanda e i pagamenti nell’area personale del sito INPS.
Chi vuole avviare un’attività autonoma può chiedere la NASpI anticipata in un’unica soluzione. È una scelta da valutare con attenzione, magari insieme a un patronato.
Gli obblighi mentre ricevi la NASpI
Ricevere la NASpI comporta impegni precisi. Perché? Perché l’indennità serve ad accompagnarti verso un nuovo lavoro, non solo a sostenerti nel frattempo.
Dopo la domanda dovrai prendere contatto con il Centro per l’impiego, nei tempi indicati, per firmare il patto di servizio personalizzato.
Il patto stabilisce le attività da svolgere: colloqui di orientamento, laboratori sulla ricerca attiva, corsi di formazione, spesso all’interno del programma GOL.
Partecipare non è facoltativo. Assenze ingiustificate o il rifiuto di un’offerta di lavoro congrua possono portare a riduzioni dell’indennità o alla sua perdita.
Tieni traccia di convocazioni e appuntamenti: in caso di impedimento avvisa subito il Centro per l’impiego e conserva i documenti che lo giustificano.
Se trovi un lavoro, anche breve o part-time, devi comunicarlo all’INPS nei termini previsti. A seconda del caso l’indennità viene sospesa, ridotta o termina.
La comunicazione si fa online con il modulo NASpI-Com, indicando il reddito previsto. Non dimenticarla: un errore qui può costringerti a restituire somme già ricevute.
Come cercare lavoro nel frattempo
Il periodo di NASpI può diventare un’occasione per cercare con più calma e metodo, senza accettare la prima proposta per paura di restare senza entrate.
Parti dal Centro per l’impiego e dalle opportunità di GOL, poi allarga la ricerca ad agenzie per il lavoro autorizzate, siti carriere delle aziende e portale inPA per i concorsi.
Aggiorna il curriculum con l’ultima esperienza e, se il settore lo richiede, valuta un corso breve per ottenere una certificazione che ti manca.
Un nuovo impiego regolare, anche temporaneo, aggiunge contributi utili per eventuali richieste future. Non è tempo perso, se il lavoro è in regola.
Prima di accettare una nuova offerta, verifica questi punti:
- tipo di contratto, CCNL applicato e livello di inquadramento;
- orario, turni e distanza della sede da casa tua;
- effetti del nuovo contratto sulla NASpI, da comunicare all’INPS;
- assenza di richieste di denaro o dati bancari prima di un’offerta scritta.
In conclusione, la NASpI funziona meglio quando presenti la domanda per tempo, rispetti gli impegni con il Centro per l’impiego e usi questo periodo per una ricerca mirata.
Controlla i requisiti, prepara i documenti e fai il prossimo passo: una domanda presentata con cura ti dà più serenità mentre costruisci il tuo prossimo lavoro.
0 Comments