Diventare guardia giurata, i passaggi dal corso al decreto
Guardia Giurata: un percorso tra requisiti e verifiche.
Hai perso il lavoro in magazzino e vedi spesso annunci per la vigilanza di centri commerciali, aziende e aeroporti. Il settore ti incuriosisce, ma i passaggi sembrano complicati.
In effetti diventare guardia particolare giurata non dipende solo dal superare un colloquio. Servono requisiti personali, una formazione specifica e un’autorizzazione della Prefettura.
Conoscere l’ordine dei passaggi ti evita di spendere tempo e soldi in corsi che non portano da nessuna parte.
Questa guida spiega il percorso in termini generali, con le fonti ufficiali dove verificare i dettagli.
Che cosa fa una guardia giurata
La guardia giurata svolge attività di vigilanza e custodia di beni mobili e immobili per conto di un istituto autorizzato o di un ente. Può operare armata o non armata, a seconda del servizio.
I servizi più comuni sono la vigilanza fissa in aziende, uffici e negozi, le ronde notturne, il pronto intervento su allarme, il trasporto valori e i controlli di sicurezza in porti e aeroporti.
Prima di proseguire è utile chiarire alcune parole che troverai negli annunci:
- Guardia particolare giurata — la figura nominata con decreto prefettizio, che presta giuramento e può svolgere servizi di vigilanza anche armata.
- Istituto di vigilanza — l’impresa autorizzata dalla Prefettura a offrire servizi di sicurezza, che assume e propone la nomina della guardia.
- Servizi fiduciari — attività di portierato e controllo accessi non armate, svolte da personale che non ha la qualifica di guardia giurata.
- Sicurezza sussidiaria — controlli in aeroporti, porti e stazioni affidati a guardie giurate con una formazione e una certificazione specifiche.
La differenza tra guardia giurata e operatore dei servizi fiduciari è importante: cambiano formazione, responsabilità, inquadramento contrattuale e retribuzione.
È un lavoro di responsabilità: durante il servizio la guardia giurata è considerata incaricato di pubblico servizio e deve rispettare regole di comportamento precise.
I requisiti per iniziare
La domanda pratica è: ho le carte in regola? I requisiti sono stabiliti dalle norme di pubblica sicurezza, cioè il TULPS, e dai decreti del Ministero dell’Interno.
In generale servono la maggiore età, la cittadinanza italiana o di un Paese dell’Unione europea e l’assolvimento dell’obbligo scolastico.
È richiesta la buona condotta: l’assenza di condanne per delitti non colposi e di altri elementi che la Prefettura valuta per l’affidabilità della persona.
Serve inoltre l’idoneità psicofisica, accertata con certificazione medica. Per i servizi armati la verifica riguarda anche i requisiti per il porto d’armi.
La patente B è spesso utile, perché ronde e pronto intervento prevedono spostamenti con l’auto di servizio.
I dettagli possono variare in base al tipo di servizio, quindi il riferimento resta il sito della Prefettura della tua provincia, dove trovi modulistica e indicazioni aggiornate.
Se hai dubbi su un precedente penale o su una vecchia segnalazione, chiedi chiarimenti alla Prefettura prima di investire tempo e denaro nella formazione.
Formazione e preparazione
Una volta verificati i requisiti, arriva la parte che richiede più impegno: la formazione. È qui che si costruiscono le competenze che l’istituto valuterà.
Il corso di formazione
Le guardie giurate devono seguire una formazione teorico-pratica su norme di pubblica sicurezza, tecniche operative, primo soccorso, comunicazione e, per i servizi armati, uso delle armi.
Spesso la formazione viene organizzata direttamente dall’istituto di vigilanza dopo la selezione. In altri casi si frequentano corsi presso enti formativi riconosciuti.
Prima di iscriverti a un corso a pagamento, chiedi se è riconosciuto e se gli istituti della tua zona lo accettano.
Puoi anche verificare se esistono corsi gratuiti tramite il Centro per l’impiego o il programma GOL.
Le guardie armate devono inoltre svolgere esercitazioni di tiro periodiche presso un poligono, secondo quanto previsto dalle norme.
Per la sicurezza sussidiaria negli aeroporti serve una formazione aggiuntiva, con una certificazione specifica rilasciata secondo le regole dell’aviazione civile.
Documenti da preparare
Quando ti candidi presso un istituto di vigilanza, avere i documenti pronti rende tutto più rapido. In genere ti verranno chiesti:
- Documento d’identità e codice fiscale validi.
- Certificato medico di idoneità psicofisica, se già disponibile.
- Titolo di studio o attestazione dell’obbligo scolastico.
- Attestati di formazione, come primo soccorso o antincendio.
- Curriculum aggiornato con esperienze in sicurezza o servizi al pubblico.
Consegna questi documenti solo a istituti verificabili, dopo un colloquio reale. Nessun istituto serio li chiede in una chat anonima.
Decreto prefettizio e giuramento
Il passaggio decisivo è il decreto prefettizio. Senza questa approvazione non si può lavorare come guardia giurata, anche dopo aver completato la formazione.
La nomina viene richiesta alla Prefettura dall’istituto di vigilanza o dall’ente che intende assumerti. La Prefettura verifica i requisiti e, se tutto è in regola, approva la nomina.
Dopo il decreto la guardia presta giuramento, da cui deriva il nome della professione. Per i servizi armati serve anche la licenza di porto d’armi collegata alla nomina.
Il decreto ha durata biennale e va rinnovato. Il rinnovo richiede di mantenere i requisiti e di aver svolto l’aggiornamento previsto.
I tempi per ottenere il decreto variano da una Prefettura all’altra. Chiedi all’istituto in che fase è la tua pratica e conserva copia di tutto ciò che firmi.
Se cambi istituto, la nomina deve essere richiesta di nuovo dal nuovo datore di lavoro, perché il decreto è legato al rapporto con chi ti ha proposto.
Un corso, da solo, non ti rende guardia giurata. La nomina passa sempre dal decreto prefettizio richiesto da un istituto autorizzato: diffida di chi vende corsi promettendo un’assunzione o un decreto sicuro.
Il CCNL della vigilanza privata
Una volta assunto, il rapporto è regolato dal CCNL vigilanza privata e servizi fiduciari, che ha sezioni distinte per le guardie giurate e per il personale dei servizi fiduciari.
Il contratto stabilisce livelli, paga base, orari, turni, maggiorazioni e indennità. Il testo è consultabile nell’archivio dei contratti del CNEL.
La vigilanza lavora spesso su turni continui, giorno e notte, anche nei festivi. Chiedi come sono organizzati e con quanto anticipo vengono comunicati.
Le ore notturne, festive e straordinarie prevedono maggiorazioni stabilite dal CCNL. Controlla che compaiano come voci separate nella busta paga.
Verifica anche il livello di inquadramento: deve corrispondere al servizio svolto, perché le mansioni armate, il trasporto valori e la sicurezza sussidiaria possono avere livelli diversi.
Ragiona sempre in termini di lordo e netto. La paga indicata è in genere lorda, e il netto dipende da contributi, imposte e turni effettivamente svolti.
Controlla nel testo del CCNL anche mensilità aggiuntive, ferie e regole sui cambi turno, che incidono molto sulla vita quotidiana di chi lavora nella vigilanza.
Dove cercare lavoro e il prossimo passo
Le offerte si trovano soprattutto sui siti degli istituti di vigilanza, presso le agenzie per il lavoro autorizzate e nelle bacheche dei Centri per l’impiego.
Prima di candidarti, controlla che l’istituto sia autorizzato e abbia una sede reale. Puoi chiedere informazioni anche alla Prefettura competente.
Al colloquio aspettati domande sulla disponibilità ai turni notturni, sulla gestione dello stress e sulla capacità di mantenere la calma. Rispondi con esempi concreti.
Diffida degli annunci che chiedono pagamenti per la pratica del decreto o per la divisa: sono costi che non spettano al candidato.
In conclusione, diventare guardia giurata significa avere i requisiti, completare la formazione e ottenere il decreto prefettizio tramite un istituto autorizzato.
Verifica i requisiti, prepara i documenti e scegli istituti seri: è il modo più sicuro per entrare nel settore della vigilanza privata.
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