Colloquio dopo la disoccupazione: come raccontare la pausa

Published by bnadmin on

Passo 1 di 4
Ads

La domanda che molti temono di più è «che cosa hai fatto in questo periodo?». Eppure chi conduce selezioni la pone con naturalezza, perché le interruzioni sono diffuse e ogni percorso ne contiene. Quello che interessa, in genere, è la chiarezza del racconto e la voglia di rientrare.

Questa pagina offre il quadro del percorso sui documenti e sul colloquio di lavoro: che cosa osserva chi seleziona, come ordinare il curriculum, quanto deve essere lunga una lettera e come preparare risposte sincere e brevi. La guida è indipendente e non raccoglie curriculum.

In sintesi
  • Chi seleziona guarda coerenza, date chiare e segni di aggiornamento più della pausa in sé.
  • Una frase neutra sulla causa e una su ciò che hai fatto dopo bastano a raccontare il periodo.
  • Il colloquio è uno scambio: preparati con esempi concreti e con qualche domanda tua.

Che cosa osserva chi legge il tuo profilo

Chi seleziona scorre un curriculum in poco tempo e cerca tre cose: coerenza tra esperienze e mansione, date comprensibili e segni di aggiornamento. Una pausa spiegata con una riga è molto meno inquietante di una pausa lasciata senza commento.

Anche la presenza online conta, quando è prevista: un profilo professionale in linea con il curriculum trasmette ordine, mentre dati discordanti creano dubbi inutili.

Curriculum Europass o formato libero

Il formato Europass, proposto dalle istituzioni europee, è noto a chi seleziona in molti Paesi ed è comodo per chi cerca anche all’estero; il formato libero lascia più spazio alla grafica sobria e alle esperienze che vuoi evidenziare. L’importante è scegliere un solo schema e mantenerlo ordinato.

DocumentoLunghezza indicativaErrori frequenti
Curriculum vitaeUna o due pagine, secondo l’esperienzaBuchi di date non spiegati, elenchi troppo lunghi
Lettera di presentazioneTre brevi paragrafiTesto uguale per tutti e toni di scusa
Profilo professionale onlinePoche righe di sintesiInformazioni diverse da quelle del curriculum
Pubblicità

Come dare un nome alla pausa senza giustificarsi

La formula più semplice è anche la migliore: una frase con la causa, in tono neutro, e una con ciò che hai fatto dopo. Per esempio il termine di un contratto, la chiusura di un reparto, un periodo di cura di una persona cara, seguito da un corso, da un volontariato o da un aggiornamento.

  • dire il vero, senza dettagli personali che non servono;
  • evitare critiche al precedente datore di lavoro;
  • chiudere sempre con un riferimento a ciò che sai fare oggi.

Preparare il colloquio come un confronto tra pari

Il colloquio è uno scambio: tu racconti ciò che sai fare, l’azienda racconta ciò che serve. Prepararsi significa leggere l’annuncio con attenzione, informarsi sull’attività e scegliere due esempi di lavoro svolto da usare nelle risposte.

  1. scrivi in poche righe la tua storia professionale, dalla più lontana alla più recente;
  2. prepara una risposta onesta sulla pausa, di venti secondi al massimo;
  3. pensa a due domande da rivolgere tu all’intervistatore.

Come usare i prossimi tre passi

Il passo 2 aggiorna curriculum e lettera, il passo 3 si occupa delle domande più delicate e delle prove, il passo 4 racconta il giorno del colloquio e ciò che viene dopo, compresa la gestione di un esito negativo. Non esiste un ordine obbligato: scegli il passo che ti serve di più in questo momento.

Pubblicità

Prima di aprire il primo passo, converti una volta la RAL che hai in mente in stipendio mensile e orario.

Da RAL a stipendio mensile e orario

Inserisci la retribuzione annua lorda (RAL) indicata in un annuncio o in una proposta, il numero di mensilità previsto dal contratto collettivo e le ore settimanali. Il risultato è il lordo mensile, settimanale e orario: serve a confrontare proposte diverse sulla stessa base.

Inserisci una RAL, le mensilità (12, 13 o 14) e le ore settimanali.

Lordo mensile
Lordo settimanale
Lordo orario
Netto mensile stimato

Solo una stima aritmetica. Il netto dipende da IRPEF, addizionali, contributi e detrazioni personali: per il valore reale fa fede la busta paga o una simulazione del consulente del lavoro.

Guida informativa indipendente. Questo sito non è un datore di lavoro né un'agenzia per il lavoro, non pubblica offerte proprie e non raccoglie curriculum o dati personali.