Contratto negli asili nido: monte ore, orario e cosa leggere

Published by bnadmin on

Passo 1 di 4
Ads

Quando arriva la proposta di lavoro per un nido, la parte più difficile da capire non è la retribuzione, ma l’orario. Un contratto a venticinque ore può significare cose molto diverse a seconda di quante di quelle ore si passano con i bambini e quante servono alla programmazione, alle riunioni e ai colloqui con i genitori.

Questa pagina inaugura il percorso sul contratto: mostra le forme contrattuali più comuni nei servizi per l’infanzia, spiega a che cosa serve il contratto collettivo, descrive il calendario dell’anno educativo e introduce il periodo di prova e il TFR. Non sono riportati importi, perché variano per ente, livello e territorio.

In sintesi
  • L'orario di un nido si legge in due parti: ore con i bambini e ore di programmazione.
  • Il contratto collettivo e il livello dichiarati devono corrispondere alle mansioni descritte.
  • Calendario educativo, chiusure e rinnovi vanno chiariti prima di firmare.

Le forme di contratto più frequenti nei servizi educativi

I nidi usano combinazioni diverse a seconda dell’ente. Nelle cooperative sociali è frequente il contratto a tempo determinato, che copre l’anno educativo o una sostituzione, spesso seguito da un rinnovo o da un contratto a tempo indeterminato. Nei nidi privati si trovano anche collaborazioni e contratti part-time ridotti, che è bene leggere con particolare attenzione.

ContrattoDurata tipicaA cosa fare attenzione
Tempo indeterminatoSenza scadenzaLivello, orario settimanale, periodo di prova
Tempo determinatoAnno educativo o sostituzioneData di fine, rinnovi, motivo indicato
ApprendistatoPeriodo formativoPiano formativo e tutor, se previsti
Part-time o a oreVariabileRipartizione dei giorni e delle ore, regole sulle variazioni

Il contratto collettivo definisce livello, orario e permessi

Il contratto collettivo applicato dal datore di lavoro stabilisce inquadramento, orario, ferie, permessi, malattia e retribuzione base. Nei servizi per l’infanzia può trattarsi, a seconda dell’ente, del contratto delle cooperative sociali, di quello degli enti locali o di un contratto di settore per scuole e servizi privati. Il nome del contratto compare nella lettera di assunzione e nella busta paga.

Il livello assegnato dipende dal titolo richiesto e dalle mansioni: per questo vale la pena confrontare le attività descritte nell’avviso con l’inquadramento indicato, e chiedere chiarimenti se non corrispondono.

Pubblicità

Ore con i bambini e ore di programmazione

Nei servizi educativi l’orario si compone di due parti. Le ore frontali sono quelle trascorse in sezione con i bambini; quelle di programmazione includono riunioni di équipe, preparazione dei materiali, formazione e colloqui con le famiglie. Alcuni contratti le riconoscono separatamente, altri le comprendono nell’orario complessivo.

Nella proposta è importante verificare come sono distribuite, se sono retribuite, in quali giorni cadono e se esistono regole per recuperare permessi e ore in più. Una domanda semplice, come quante ore sono con i bambini in una settimana tipo, chiarisce molto. Tra le voci da guardare:

  • ore settimanali in sezione e ore di programmazione;
  • giorni e fasce di presenza, mattina o pomeriggio;
  • regole per recuperare permessi e ore in più.

Calendario educativo, chiusure e periodo estivo

Il nido segue un calendario che prevede chiusure per festività, vacanze natalizie e pausa estiva, più eventuali periodi di apertura ridotta. Come siano trattati questi periodi dipende dal contratto, dal tipo di rapporto e dall’ente: in alcuni casi si usano ferie e permessi, in altri il rapporto si interrompe e riprende a settembre.

Per non avere sorprese conviene chiedere quando inizia e quando finisce il rapporto, che cosa accade durante le chiusure e se la durata prevista coincide con l’intero anno educativo. Chi perde il lavoro alla fine di un incarico può informarsi sulle prestazioni previste dall’INPS, citate nel passo 4.

Lordo e netto, prova e liquidazione: le nozioni di base

Il compenso indicato nel contratto è in genere un importo lordo: dalla somma vengono tolti contributi e imposte, e ciò che resta è il netto che arriva sul conto. Il periodo di prova, quando c’è, dura quanto stabiliscono contratto collettivo e legge, e in quel lasso di tempo il rapporto si può sciogliere con regole più semplici.

Il TFR (trattamento di fine rapporto) si forma mettendo da parte, anno dopo anno, una porzione della paga: la somma viene versata quando il rapporto termina, nei modi previsti da legge e contratto. I prossimi passi spiegano come leggere la proposta e la busta paga con queste voci in mente.

Pubblicità

Prima di aprire il primo passo, converti una volta la RAL che hai in mente in stipendio mensile e orario.

Da RAL a stipendio mensile e orario

Inserisci la retribuzione annua lorda (RAL) indicata in un annuncio o in una proposta, il numero di mensilità previsto dal contratto collettivo e le ore settimanali. Il risultato è il lordo mensile, settimanale e orario: serve a confrontare proposte diverse sulla stessa base.

Inserisci una RAL, le mensilità (12, 13 o 14) e le ore settimanali.

Lordo mensile
Lordo settimanale
Lordo orario
Netto mensile stimato

Solo una stima aritmetica. Il netto dipende da IRPEF, addizionali, contributi e detrazioni personali: per il valore reale fa fede la busta paga o una simulazione del consulente del lavoro.

Guida informativa indipendente. Questo sito non è un datore di lavoro né un'agenzia per il lavoro, non pubblica offerte proprie e non raccoglie curriculum o dati personali.